Non solo castagne: racconto di una sagra

sagra della castagna di montella 2012 - caciocavallo impiccato

Per tre giorni Montella (AV) – piccolo centro nel cuore dell’Irpinia – si veste a festa e si profuma d’autunno in occasione della Sagra della Castagna IGP. L’iniziativa, giunta alla sua trentesima edizione, ha registrato un record di presenze con oltre centomila visitatori, invogliati dal bel tempo e dalla protagonista: la castagna.

Passeggiare per il centro storico Montellese si trasforma in un’esperienza capace di coinvolgere ogni senso: gli occhi vengono affascinati dai numerosi stand, costituiti da costruzioni in legno addobbate con foglie e ricci per omaggiare la montagna e i suoi alberi di castagno. Per le strade il suono dei canti popolari e gli spettacoli itineranti intrattengono e coinvolgono. Odori di sapori diversi si uniscono fra loro stimolando di continuo l’appetito. Nelle mani il calore delle caldarroste, preparate in vari punti e distribuite gratuitamente. Infine, il gusto dei piatti della tradizione che parla di un tempo antico e di sapori tramandati di generazione in generazione, come la pasta e fagioli con cotiche oppure la zuppa di castagne. Carne alla brace, vino, salumi, formaggi e latticini, tutto a chilometro zero, direttamente dal produttore per la gioia del consumatore.

Lunghe le file per assaporare il caciocavallo impiccato, una delle attrazioni più golose e interessanti. Si tratta di un provolone – fatto con latte proveniente da allevamenti di mucche podoliche – sospeso sulla brace ardente per mezzo di una catenella, servito poi su croccanti bruschette di pane. Interessante la deliziosa variante gourmet con l’aggiunta di tartufo nero proposta a soli tre euro. Poi dolci, tanti dolci, tutti a base di castagne: panzerotti, crostate, torte, castagnaccio, tronco di castagne, mont blanc, marmellate e marron glacé. Presenti inoltre anche piatti per celiaci con una scelta che spazia dal salato al dolce.

La castagna di Montella ha ricevuto il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) nel 1992. Essa rappresenta una risorsa importante per un territorio che basa economia e turismo sulla raccolta, lavorazione e distribuzione di questo prodotto. Numerose le iniziative legate a questa manifestazione: un concorso fotografico,  un concorso di pittura ed il Convegno incentrato sulla Tutela e Salvaguardia dell’Ecosistema Castagneto.

Palato e portafoglio soddisfatti, per un costo che varia dai due euro per la singola pietanza a dieci per un pasto completo. L’accoglienza calorosa irpina e l’alta qualità delle proposte gastronomiche piacciono e invogliano al ritorno.

All’anno prossimo!

Foto e testo di: Michela Marano

Una risposta a “Non solo castagne: racconto di una sagra

  1. e stata bellissima sagra bisogna migliorare un po troppa plastica ce bisogno lavaggio piatti posate vere migliorare i servizi e il cibo a chilometro zero e il migliore bellissima sagra

    migliore

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