Maya permettendo abbiamo scelto di essere felici

Finalmente mancano 21 giorni alla fine del mondo! Ancora 105 pasti totali – contandone una media base di 5 al giorno – e poi stop, niente più bilance, algoritmi per i calcoli dei chili presi e torture Maya. Mancano 21 giorni ed è tempo di statistiche, di numeri, di qualche piccola precisazione.

Siamo in 17 ad aver intrapreso questa nuova strada, con Lauree che variano da Scienze del Turismo a Lingue, da Comunicazione a Scienze Politiche, passando per Storia, Lettere e Giurisprudenza.

Solo una, la nostra calabrese, arriva da un percorso netto e lineare: Scienze gastronomiche.

Non in tutti i casi è stato facile spiegare il perché della nostra scelta, tra genitori dubbiosi e amici che spalancavano gli occhi: “Master in giornalismo e comunicazione enogastronomica? E perché questa scelta cosa c’entra con la tua Laurea in Scienze Politiche?” o “Bello, allora stasera porti te da mangiare, studi al Gambero”.

Foto Mistero Maya sui chili presi

Eppure in noi, il perché di questa scelta è stato assolutamente chiaro: l’abbiamo fatto per passione, per provare a fare un lavoro che ci rende felice, per pensare, per la prima volta, soprattutto a noi.

Mondo strano quello legato alla cucina e alla sua comunicazione. Tanto affascinante quanto molto spesso denigrato dal nostro stesso Paese. Se sei bravo a scuola vai a fare il Classico e poi Lettere o Economia, non Enogastronomia, quella deve rimanere una passione da custodire nelle quattro mura di casa non una scelta di professionalità, di studi, di cultura e valori.

Molti cuochi e molte persone che ruotano attorno alla cucina sono oggi laureate, molte come la stellata Christina Bowerman, ci sono arrivate dopo 3 lauree e una dura lotta contro i genitori, ma ce l’hanno fatta a trasformare la loro passione in lavoro.

E se qualcuno che legge questo articolo rientra nella tipologia del turista che di un viaggio ricorda ancor meglio i piatti e i sapori piuttosto che i luoghi; o è il tipo che passa mezz’ora al piano fashion di Harrods e una giornata a quello delle patatine viole e al sushi al bancone si rassegni, e provi ad essere felice, perché in fondo occuparsi di cucina è quello che avrebbe sempre voluto fare.

Maya permettendo.

TESTO: Francesca Fogliani

FOTO: Beatrice Mencattini

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