L’uovo di Claudio

Pallido ovale dal carattere debole; odore di denso che non va via dal piatto e incrosta la forchetta; colore prepotente che ingiallisce il latte. Tra gli infiniti sapori che il mio palato ha avuto il piacere di sposare, solo con l’uovo ha avuto un matrimonio lampo.

Dopo l’ennesima lasagna di mia madre, affezionata alla classica ricetta napoletana, dove non riuscivo a distinguere i sapori del sugo e della carne, proprio a causa dell’uovo, il divorzio è stato inevitabile. Costretta a prendere una decisione drastica, decisi di allontanarlo dalla mia tavola o, almeno, cercai di incontrarlo il meno possibile.

Spuma di uovo al tartufo nero in crema di parmigiano parmigiano

Spuma di uovo al tartufo nero in crema di parmigiano

 

Un giorno è arrivato l’uovo di Claudio che mi ha fatto ripensare a quel rapporto: in un piatto bianco brillante era esploso un chicco di mais OGM, davanti ai miei occhi riconobbi il più grande popcorn mai visto, delle dimensioni di un pallone da volley ma della consistenza di una nuvola.

Lo stupore venne accompagnato dal profumo, un misto di parmigiano caldo, affumicato al tartufo nero; dello scialbo odore dell’uovo nemmeno l’ombra.

Impugnai la forchetta decisa ad attaccare, ma arrivata all’apice della montagna bianca, presi a punzecchiare la superficie frastagliata, credendo di provocare una valanga, invece sentii solo il suono di piccolo bollicine piene d’aria scoppiettare, così presi coraggio ed affondai la forchetta.

L’acciaio scivolò lungo le pareti come fosse fatto d’aria rarefatta, inconsistente. Staccai dalla massa un ricciolo bianco spumoso e lo accompagnai lentamente alla bocca per timore che non volasse via. Stavo mangiando zucchero filato che lasciava, al suo passaggio, un piacevole sapore di albume.

Il secondo attacco della forchetta arrivò al cuore dell’uovo, dopo tanta strada nel bianco non credevo ci fosse il tuorlo, invece era li, liquido, racchiuso in un’aura di bollicine che, un attimo dopo, scoppiarono sollecitate dalle punte della forchetta.

Dettaglio del tuorlo

Dettaglio del tuorlo

 

Il tuorlo si sparse sulla base del piatto, libero di prendere altre forme, mescolandosi, in un gioco di colori e odori, con la crema di parmigiano e tartufo.

Accompagnai i tre sapori con il pane fresco, intingendolo accuratamente fino alla crosta. Il resto del lavoro lo fece la bocca, masticando lentamente per non confondere i gusti ed eccitare il desiderio di proseguire a giocare intrecciando i sapori o provandoli singolarmente.

Oggi ho un buon rapporto con l’uovo ma, da allora, è diventato amore solo con l’Uovo di Claudio.

 

Valentina Romano

Una risposta a “L’uovo di Claudio

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