ARCANGELO DANDINI vs ME a colpi di vellutata.

Settimana scorsa sono stato a mangiare all’Arcangelo e dopo aver assaggiato un super menu degustazione a 6 portate ho detto: – Ricreiamo a casa un piatto ! –

Bene, l’esperimento non è riuscito alla perfezione ma posso comunque ritenermi soddisfatto. Arcangelo Dandini mi ha proposto una serie di piatti della tradizione romana ma mi ha conquistato con la vellutata di zucca con crostini all’aglio rosso, caramello al cumino e polvere di caffè. Che dire? Che ci vuole a rifarla? Mi sono armato di minipimer e ho invitato un paio di amici a cena.

vellutata di zucca con caramello di cumino, crostoni di aglio rosso e polvere di caffè

Fondamentali le materie prime: un amico mi ha portato una zucca dal suo orto in Ciociaria e, per quanto riguarda cumino e aglio rosso, ho sostituito con un mix di noce moscata e curry e un banalissimo scalogno ( anche perché Carlo Cracco dice che se non lo usi non sei figo ), insomma ciò che avevo in casa.

Per prima cosa ho preparato il caramello: acqua, zucchero e le spezie sopracitate; dosi rigorosamente casuali, fuoco basso e, una volta pronto, messo subito in freezer a cristallizzare.

Per la vellutata ho fatto saltare la zucca in padella con un filo di olio extravergine di oliva umbro e un paio di cipollotti freschissimi, un po’ di acqua e una volta pronta passata con il minipimer – di cui ne vado fiero quasi come fosse la spada laser di un jedi -.

I crostini? Pane messo a scaldare in forno e poi brutalmente insaporito sfregandoci sopra lo scalogno.

Pronti? Verso la vellutata nel piatto, aggiungo il caramello, crostini ancora caldi, un po’ di polvere di caffè e un filo d’olio aromatizzato all’arancia a crudo. Insomma, buona era buona, bella un po’ meno.

vellutata di zucca a modo mio

Che ne pensate? Ho chiesto allo chef  del Gambero Rosso Antonello Migliore il perchè della diversità tra il mio “pappone” e la vellutata di Arcangelo Dandini, insomma, regole base: niente minipimer e mettere un legante durante la cottura della zucca, Arcangelo, vieni ugualmente a cena?

Giacomo Addario

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